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Un secolo di fiabe. Le fonti delle Fiabe italiane di Italo Calvino


Abruzzo

Antonio De Nino, Usi e costumi abruzzesi, vol. III: Fiabe, Firenze, 1883Antonio De Nino
Archeologo e studioso delle tradizioni popolari, Antonio De Nino (1833-1907) ha diretto molte campagne di scavo nel territorio abruzzese e ad altre ha partecipato, contribuendo a importanti ritrovamenti quali l’Iscrizione di Herentas, il testo epigrafico più importante della lingua dei Peligni, le tombe di Campo Consolino, le mura in opera poligonale di Castel di Sangro, gli insediamenti preromani d’altura sull'Appennino al confine con il Lazio.
Contemporaneamente si è dedicato alla raccolta delle manifestazioni della cultura popolare abruzzese, documentando usi, canti, fiabe, filastrocche, proverbi, la maggior parte dei quali è confluita nei sei volumi degli Usi e costumi abruzzesi.
Nel primo numero della rivista «Rassegna critica della letteratura italiana» (Napoli: Stab. Tip. Pierro e Veraldi, 1896, Vol. I, p. 79) si trova una brevissima comunicazione riguardante Archeologia leggendaria (Torino: Clausen, 1896):

Il De N., col solito brio e buon senso, narra, specialmente nelle parti più caratteristiche, leggende locali abruzzesi, che, sempre interessanti, hanno, qualche volta, dell'epico; ma, essendosi astenutosi da raffronti e ricerche più minute, non riesce ad appagare sempre la curiosità dello studioso.

Per approfondire:
- ANTONIO DE NINO (1833-1907). Archeologo, Storico, Demoantropologo, consultabile nell'area dedicata ai "Personaggi illustri" del sito della Regione Abruzzo;
- scheda biografica nel Dizionario Biografico degli Italiani Treccani- Volume 38 (1990);
- pagina dedicata sul sito del Museo Civico Archeologico Antonio De Nino.
(ultima consultazione 2 gennaio 2012)

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Gennaro Finamore, Tradizioni popolari abruzzesi, vol. I Novelle, parte prima, Lanciano 1882; parte seconda, Lanciano 1885Gennaro Finamore
Gennaro Finamore (1836-1923) è stato un importante studioso del dialetto e delle tradizioni popolari. E' autore del Vocabolario dell'uso abruzzese (prima edizione Carabba, Lanciano, 1880; seconda edizione Città di Castello, 1893) che ebbe una recensione positiva del filologo e critico letterario Francesco D'Ovidio. Ha collaborato con Giuseppe Pitrè, pubblicando alcune Novelle popolari abruzzesi nella rivista «Archvio per lo studio delle tradioni popolari», Palermo, Lauriel, Vol. IV, 1885, pp. 473-488.
Tra il 1882 e il 1886 ha pubblicato i due volumi delle Tradizioni popolari abruzzesi: il primo contiene 112 "novelle" raccolte "dalla viva voce di donne per lo più campagnuole ed analfabete" (p. III), il secondo 665 canti in dialetto, divisi in varie sezioni tematiche.
Per approfondire:
- scheda biografica nel Dizionario Biografico degli Italiani Treccani - Volume 48 (1997);
- pagina dedicata nel sito di Gessopalena, città natale di Gennaro Finamore;
- volume VII Credenze, usi e Costumi Abruzzesi, nella collana Curiosità tradizionali popolari pubblicata per cura di Giuseppe Pitrè, Palermo, Libreria Internazionale L. Pedone Lauriel di Carlo Clausen, 1890;
- volume XIII Tradizioni popolari abruzzesi, nella collana Curiosità tradizionali popolari pubblicata per cura di Giuseppe Pitrè, Palermo, Libreria Internazionale L. Pedone Lauriel di Carlo Clausen, 1894;
- Storie popolari abruzzesi in versi, in «Archivio per lo studio delle tradizioni popolari», Palermo, Lauriel, Vol. I, 1882, pp. 83-92 e pp. 206-222
- Una leggenda popolare abruzzese, in «Archivio per lo studio delle tradizioni popolari», Palermo, Lauriel, Vol. II, 1883, pp. 207-210;
- Le dudece parola della verità. Tradizione popolare abruzzese, in «Archivio per lo studio delle tradizioni popolari», Palermo, Lauriel, Vol. II, 1883, pp. 97-99;
- Tradizioni popolari abruzzesi. I tesori, in «Archivio per lo studio delle tradizioni popolari», Palermo, Lauriel, Vol. II, 1883, pp. 370-382;
- Venti giuochi fanciulleschi abruzzesi, in «Archivio per lo studio delle tradizioni popolari», Palermo, Lauriel, 1883, Vol. II, pp. 537-544;
- alcune novelle raccolte da Finamore, reperibili in rete;
- Fiore e Cambedefiore in lingua originale e con la versione italiana di Adalinda Gasparini.
(ultima consultazione 2 gennaio 2012)

© Claudia Chellini 2012

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