Home I dintorni dell'arte 2015-2016 Mettere in crisi il potere: storie di intellettuali e di popoli

 

 

I dintorni dell'arte
Scuola della Misericordia
Lastra a Signa - Scandicci - Poggio a Caiano

 

Anno scolastico 2015/2016
Mettere in crisi il potere: storie di intellettuali e di popoli

 

Il 2015 è l’anno in cui si celebrano i 750 anni dalla nascita di Dante: a distanza di tanti secoli Firenze lo celebra dopo averlo durissimamente cacciato quando era in vita. Ne apprezza cioè una grandezza che la sua epoca non poteva riconoscere.
Se pensiamo all’intellettuale come colui che esplica la funzione sociale di mettere in crisi il potere e il senso comune, cioè di sottoporlo a critica per evidenziarne i problemi e le storture, capiamo perché molti scrittori, filosofi, artisti, intellettuali sono stati osteggiati, esiliati, uccisi nel corso dei secoli per le loro idee politiche o per la loro condizione o per la loro religione o per quello che rappresentavano.
D’altronde "esilio, esodo, fuga" sono diventate negli ultimi anni categorie filosofiche di primo piano, legate, come ricorda anche recentemente Moni Ovadia, al tema dell'incontro e del confronto. Il 2015 è infatti anche il centenario del massacro e dell'esodo del popolo armeno. Una riflessione, questa sui popoli costretti a fuggire, riconducibile all'evento che per Eric Hobsbawm apre il Novecento: la prima guerra mondiale.

 

Storia e Filosofia
Per analizzare e riflettere sull’opera di messa in discussione del potere sarà interessante approfondire il tema dell'esilio di "intellettuali illustri" come ad esempio Seneca, Ibn Hazm di Cordoba, Hanna Arendt e Maria Zambrano.
A fianco affronteremo il tema anche come allontanamento e fuga dei popoli, legando all’esilio/esodo il concetto e la funzione della memoria.
A distanza di un secolo dall’inizio della partecipazione italiana alla Prima Guerra Mondiale, ricorderemo la storia del popolo armeno e l’esodo dei trentini. Inizieremo così un discorso che potremo approfondire l’anno successivo: la Prima Guerra Mondiale, esperienza terribile e fondamentale nella storia del popolo italiano.

 

Letteratura
Ereditiamo dal greco antico il concetto di poesia come espressione massima dell’essere umano, in cui si incontrano la capacità di costruire, di generare, perfino di creare. Nel corso dei secoli questo concetto si è esteso a tutte le forme della letteratura che, fin dalle sue lontane origini, ha una profondo legame con la società nella quale si sviluppa: ne esprime le caratteristiche, ne approva o disapprova i valori, ne sostiene il potere o lo sottopone a critica.
Molti poeti e scrittori, in varie epoche, dall’antichità classica ad oggi, hanno subito severe condanne pagando con l’esilio o la segregazione il fatto di aver messo in discussione le scelte dei potenti: poeti greci, come Alceo o Teognide, intellettuali latini, come Ovidio o Cicerone, e poi Guido Cavalcanti, Dante, Ugo Foscolo, Thomas Mann, Curzio Malaparte, Salman Rushdie.
Compieremo un viaggio attraverso le diverse epoche storiche esplorando una delle più alte funzioni della poesia e dell’arte: mostrare ciò che è difficile da vedere, osservare da prospettive nuove, riflettere in modo libero.

 

Arte
Il corso affronterà il tema dell’esilio dal '500 fino al '900 quando Parigi e poi New York divennero la patria di elezione per molti artisti lontani dall' ideologia dei regimi totalitari. Sarà un argomento che ci consentirà di riflettere sulla rappresentazione della lontananza dalla propria patria e della guerra nell'iconografia artistica. Parleremo anche del "viaggio forzato " che molte opere d'arte italiane compirono durante gli ultimi conflitti bellici: dunque l' esilio degli artisti e l' esilio delle opere d'arte.
Un approfondimento particolare sarà dedicato alla città di Firenze da cui furono allontanate personalità quali Alberti, Cellini, Michelangelo per contrasti con il governo mediceo, e che nel '900 divenne patria ambita di collezionisti e storici dell' arte come Bernard Berenson.

 

© Claudia Chellini 2015